Alphabet e i chip custom|La nuova rotta di Nvidia
Flussi AI
Nella seduta di lunedì, Nvidia ha registrato una flessione non riconducibile a dati macroeconomici, risultati trimestrali o a un calo della domanda di semiconduttori, bensì alla prospettiva che uno dei suoi principali clienti stia lavorando per ridurne la dipendenza.
Secondo indiscrezioni circolate in mattinata, Alphabet sarebbe in fase avanzata di negoziazione con Marvell Technology per lo sviluppo congiunto di due nuove versioni di chip AI personalizzati, destinati ai carichi di lavoro di Google Cloud. In risposta, il titolo Marvell ha registrato un rialzo di quasi il 4%, mentre le azioni Alphabet sono rimaste sostanzialmente invariate. Nvidia ha ceduto circa l'1%: un movimento contenuto, ma portatore di un messaggio inequivocabile per il mercato.
L'indiscrezione è giunta nello stesso giorno in cui JPMorgan ha indicato Alphabet come "top pick" in vista dell'evento Google Cloud Next di Las Vegas, stimando che Google Cloud possa rappresentare il 19% dei ricavi totali del gruppo entro il 2026. La banca d'affari ha sottolineato come il backlog di Google Cloud sia balzato del 160% su base annua, raggiungendo i 240 miliardi di dollari a fine 2025. L'espansione dell'infrastruttura AI non sta rallentando, ma sta accelerando. Il nodo centrale non riguarda dunque l'entità degli investimenti di Alphabet, ma la destinazione di tale spesa.
Le linee guida sulla spesa in conto capitale (Capex) di Alphabet per il 2026 si attestano tra i 175 e i 185 miliardi di dollari. Non si tratta di una cifra trascurabile, bensì di un volume di investimenti capace di ridefinire l'intera catena di approvvigionamento dei semiconduttori. Lunedì il mercato ha ricevuto il primo segnale concreto di come potrebbe configurarsi questo nuovo assetto.
Chip proprietari
La logica che spinge gli hyperscaler verso lo sviluppo di processori proprietari è lineare. I carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale di Google — tra cui l'inferenza, l'elaborazione ad alta intensità di memoria e il servizio cloud su larga scala — non necessitano di GPU general-purpose, ma di silicio ottimizzato specificamente per tali task, con una struttura di costi che Nvidia attualmente non offre.
Broadcom è stata finora l'azienda dominante in questo segmento. Recentemente, anche Meta ha ufficializzato una partnership con Broadcom per la propria infrastruttura AI. Ora Alphabet sembra voler attirare Marvell nella medesima orbita, e il mercato ha immediatamente penalizzato Nvidia. Il segnale rilevante non è tanto il rialzo di Marvell, quanto la flessione di Nvidia in una giornata caratterizzata da notizie estremamente rialziste sulla spesa nel settore AI.
Il precedente storico è emblematico: quando nel 2020 Apple annunciò l'abbandono dei processori Intel a favore dei propri chip M1, il titolo Intel calò e l'iniziativa fu inizialmente derubricata a fenomeno limitato ai dispositivi consumer. Nel giro di due anni, la transizione ai chip serie M ha trasformato il profilo dei margini di Apple, e Intel ha perso definitivamente uno dei suoi clienti più prestigiosi. Il passaggio non è stato repentino, ma graduale, presentato inizialmente come una soluzione per "carichi di lavoro specifici".
I colloqui tra Alphabet e Marvell sono ancora in una fase iniziale e nessun accordo è stato confermato. Tuttavia, se il modello dovesse ripetersi, ciò che inizia come co-sviluppo mirato per l'inferenza tende poi a espandersi. Il punto non è se Nvidia perderà completamente Alphabet, ma se la quota del budget di calcolo AI di Google destinata a Nvidia inizierà a contrarsi e con quale velocità.
Esiste però un fattore di resistenza: l'ecosistema di Nvidia, composto dallo stack software, dalle librerie CUDA e dagli strumenti per gli sviluppatori, crea costi di sostituzione che il silicio personalizzato non può replicare facilmente nel breve periodo. Alphabet sviluppa le proprie TPU da anni, eppure continua a utilizzare GPU Nvidia per numerosi carichi di lavoro. Silicio interno e di terze parti hanno finora coesistito. La minaccia per Nvidia non è la sostituzione immediata, bensì la compressione della quota di mercato.
I prossimi mesi
Due appuntamenti a breve termine chiariranno l'entità di questa transizione. Il primo è il Google Cloud Next di Las Vegas, dove JPMorgan prevede un focus sull’"Agentic Cloud", ovvero agenti AI capaci di gestire flussi di lavoro complessi su larga scala. Se Alphabet utilizzerà quel palco per annunciare traguardi nel silicio custom o una maggiore indipendenza infrastrutturale, le trattative con Marvell appariranno come la prima mossa di un riposizionamento molto più ampio.
Il secondo elemento critico sarà la prossima trimestrale di Alphabet. Se il management discuterà l'allocazione della Capex distinguendo tra silicio personalizzato e acquisti da terze parti, tale commento sarà più rilevante di qualsiasi annuncio tecnico sui chip. Un cambiamento nel linguaggio societario — passando da "utilizziamo GPU Nvidia" a "stiamo costruendo per i nostri carichi di lavoro specifici" — rappresenterebbe un segnale strutturale e non una semplice reazione di borsa di una singola giornata.
Le evidenze attuali puntano in una direzione precisa. Il backlog da 240 miliardi di dollari di Google Cloud genera una pressione enorme per ridurre i costi di calcolo unitari. Una volta sviluppati, i chip custom costano meno, per singola inferenza, rispetto alle GPU standard acquistate su scala. La logica finanziaria dell'internalizzazione è solida e si rafforza proporzionalmente alla crescita dei ricavi cloud.
L'unico scenario capace di incrinare questa logica risiede nella roadmap di Nvidia. Se l'architettura Blackwell e le generazioni successive riusciranno a colmare il divario di efficienza tra silicio general-purpose e custom — o se i vantaggi software di Nvidia si riveleranno più difficili da replicare del previsto — la necessità di sviluppare chip proprietari si indebolirà. Inoltre, i clienti enterprise che adottano lo stack di AI agentica di Google Cloud potrebbero richiedere la portabilità dei carichi di lavoro, mantenendo l'hardware di terze parti rilevante più a lungo di quanto prevedano i sostenitori del silicio personalizzato.
Il calo dell'1% di Nvidia registrato lunedì non è stato un crollo, ma un interrogativo. La risposta dipenderà da quanti tra i suoi maggiori clienti stiano avviando lo stesso confronto che Alphabet sta portando avanti con Marvell.