BFF Bank sotto 600M|Banco BPM e AMCO preparano lofferta
Bankitalia boccia BFF: come una banca da €2,4 miliardi è finita a meno di €600 milioni
BFF Bank ha ricevuto il quattordici luglio il rapporto ispettivo della Banca d'Italia, che si chiude con un giudizio sfavorevole e conferma tutti i rilievi già notificati a marzo. La capitalizzazione di mercato è oggi inferiore a €600 milioni, contro i €2,4 miliardi toccati nel momento migliore del 2024: una distruzione di valore del settantacinque percento in diciotto mesi.
Il nodo è il portafoglio crediti verso la pubblica amministrazione. L'ispezione condotta tra dicembre 2025 e maggio 2026 ha imposto rettifiche aggiuntive su fatture antecedenti al 2016 e su classificazioni di ospedali pubblici polacchi, con una riduzione del capitale CET1 di circa €17 milioni. L'impatto è parzialmente compensato da minori attivi ponderati per il rischio per €25 milioni, ma il rapporto è esplicito: senza interventi, i ratio patrimoniali sono destinati a scendere per effetto del calendar provisioning.
A marzo la Banca d'Italia ha affiancato al consiglio di amministrazione due commissari straordinari, Francesco Fioretto e Raffaele Lener. Il cda ha incaricato Mediobanca e Morgan Stanley di esplorare le alternative strategiche, e ha avviato una maxi-cartolarizzazione che, in una o più tranche, dovrebbe trasferire al mercato la quota più incerta del portafoglio crediti. L'obiettivo dichiarato è liberare capitale senza ricorrere a un aumento azionario, evitando così una diluizione ulteriore degli azionisti già pesantemente penalizzati dal crollo del titolo.
L'offerta spezzata: Banco BPM vuole i pagamenti, AMCO vuole il factoring
La crisi patrimoniale ha reso BFF appetibile proprio perché il suo prezzo di mercato riflette il rischio peggiore, non il valore di recupero. Banco BPM e AMCO stanno per formalizzare una manifestazione d'interesse che prevede una suddivisione delle attività: a Banco BPM andrebbero il comparto dei pagamenti e la banca depositaria, mentre AMCO — la piattaforma pubblica per la gestione dei crediti deteriorati — punterebbe a rilevare il portafoglio factoring verso la pubblica amministrazione.
Qui si apre la contraddizione centrale. Il mercato prezza il portafoglio factoring come un problema senza soluzione, con crediti riclassificati per €1,36 miliardi e tempi di recupero incerti. AMCO invece conosce esattamente questo tipo di credito: è nata per gestire proprio le esposizioni deteriorate verso soggetti pubblici, dove i tempi sono lunghi ma i tassi di recupero finale tendono a essere elevati. Gli ultimi dati contabili di BFF, segnalati da MF-Milano Finanza, mostrano che una parte rilevante dei crediti inizialmente riclassificati tende a rientrare e a essere riqualificata nel tempo — un dato che non è sfuggito ai fondi specializzati già interessati alla cartolarizzazione.
La cartolarizzazione da €1,2 miliardi — con Christofferson, Robb & Company tra i potenziali acquirenti — non è solo una mossa difensiva: è la pre-condizione dell'offerta stessa. Se BFF riesce a cedere i crediti più incerti a una società veicolo, il perimetro che rimane diventa definito, il capitale si libera e l'acquirente può costruire un'offerta su un bilancio ripulito. Senza la cartolarizzazione, l'incertezza regolabile rimane tale e l'operazione perde la sua logica industriale. Questo spiega perché il completamento della cartola entro il terzo trimestre è il momento critico, non l'offerta formale in sé.
JPMorgan accumula, gli short vendono: chi vede giusto sul valore reale
Il tre luglio JPMorgan ha comunicato alla Consob una posizione del 4,32% in BFF Bank, composta per il 4,12% da azioni con diritti di voto e per lo 0,20% da swap con regolamento in contanti. Nello stesso periodo Investing.com includeva BFF tra i titoli più shortati del FTSE MIB. Due classi di investitori istituzionali, entrambe con accesso agli stessi dati regolatori, operano in direzioni opposte sullo stesso asset.
La posizione short poggia su una lettura precisa: il rapporto ispettivo sfavorevole del quattordici luglio aggiungerà pressione e l'assenza di soluzioni rapide manterrà il titolo sotto i €3 euro. La posizione long di JPMorgan — costruita con swap, non solo azioni — suggerisce invece una scommessa sul valore di recupero del portafoglio PA post-cartolarizzazione. La chiave è che i due non stanno valutando la stessa variabile: gli short guardano al rischio regolatorio immediato, i compratori guardano al valore residuo del credito dopo il trasferimento alla società veicolo.
Per chi non detiene il titolo, l'ingresso ha senso solo se la cartolarizzazione si chiude entro il terzo trimestre senza svalutazioni aggiuntive rispetto ai €1,2 miliardi dichiarati — il segnale che il credito PA viene prezzato vicino al valore di recupero, non al valore di liquidazione. Se invece Banca d'Italia richiede un aumento di capitale come condizione per rimuovere i commissari, il premio dell'offerta M&A si riduce drasticamente perché il perimetro dell'operazione cambia. Per chi detiene il titolo, la variabile da monitorare prima di qualsiasi decisione è la formalizzazione dell'offerta Banco BPM e AMCO entro settembre: se arriva, il mercato rivedrà la valutazione al di sopra della capitalizzazione attuale; se slitta, gli short mantengono la pressione e il titolo resta sotto €3.
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