Big Tech e AI|Il nodo degli ammortamenti

2026-04-18 · FTSE MIB

Il paradosso

Amazon, Alphabet e Microsoft accelerano il Capex AI a ritmi senza precedenti. La spesa nel settore è balzata da 250 a 650 miliardi di dollari, il 2% del PIL USA. Si tratta di una riallocazione strutturale di capitale paragonabile alla rete autostradale americana. Tuttavia, i mercati valutano questi asset con logiche industriali classiche, ignorando che l’infrastruttura AI non garantisce operatività per decenni come un'acciaieria.

Ciclo di 3 anni

Research Affiliates evidenzia che l’hardware AI perde valore in tre anni, contro i 5-6 dichiarati a bilancio. Un chip Nvidia H100 passa da un ROI del 137% nel secondo anno a un rendimento negativo del 34% nel quarto. L’obsolescenza è economica: l'efficienza dei nuovi chip rende i vecchi insostenibili per costi energetici. Ne deriva una sovrastima degli utili nei bilanci di Microsoft e Alphabet: i margini appaiono migliori di quanto siano in realtà.

Corsa obbligata

Rallentare è impossibile: gli hyperscaler sono in un "Equilibrio di Nash". Se Microsoft frena, Google Cloud sottrae contratti grazie a capacità AI superiori. Il lancio di Claude Opus 4.7 su tutte le piattaforme mostra come i provider debbano ospitare competitor per restare competitivi. Il mercato enterprise si vincerà sulla governance e la compliance dei modelli, non solo sulla pura potenza di calcolo.

Due scenari

Senza una monetizzazione superiore ai costi di sostituzione, la compressione dei margini è inevitabile. Baird ha già tagliato il target di Microsoft a 500 dollari. La via d'uscita è il silicio proprietario: chip come Trainium e Maia potrebbero estendere la vita utile degli asset e chiudere il gap contabile. Il parametro decisivo, oggi non trasparente nei report, rimane il rapporto tra ricavi AI e spesa in conto capitale.