Intel e semiconduttori|Il nodo delle fonderie
Asimmetria
Intel e NVIDIA affrontano scommesse divergenti. Intel valuta lo spin-off della divisione fonderia, pilastro finora centrale del suo rilancio. La mossa segnala un possibile ridimensionamento strategico mentre i risultati di TSMC evidenziano un mercato in espansione: ricavi per 35,9 miliardi di dollari nel primo trimestre e margini lordi al 66,2%. Con una crescita prevista oltre il 30% per il 2026, Intel rischia di arretrare proprio mentre il settore manifatturiero diventa cruciale.
Il piano NVIDIA
NVIDIA sta consolidando il controllo sull'intera filiera AI tramite partecipazioni azionarie mirate. Detiene una quota da 2 miliardi di dollari in Synopsys e l'11,5% di CoreWeave (1,7 miliardi), suo principale cliente. Investendo anche 2 miliardi in Coherent e Lumentum, NVIDIA non sta solo diversificando, ma sta blindando le interconnessioni fisiche necessarie per i suoi chip, creando un ecosistema integrato dove ogni investimento alimenta direttamente la domanda interna.
Il peso di TSMC
Un eventuale disimpegno di Intel non favorirebbe incondizionatamente TSMC. Il colosso taiwanese sconta pressioni sui margini legate alla tecnologia N2 (calo del 2-3%) e all'espansione estera in Arizona e Giappone (impatto del 3-4%). Nonostante la crescita dei ricavi del 10%, i margini del secondo trimestre sono stimati tra il 65,5% e il 67,5%. TSMC diventa indispensabile, ma resta vulnerabile ai costi logistici e alle crescenti tensioni geopolitiche.
Scenari futuri
Due i percorsi possibili. Il primo vede una ristrutturazione di successo per Intel, con un prezzo obiettivo di Bernstein a 60 dollari. Il secondo ipotizza che l'incertezza spinga i clienti verso Samsung o TSMC, la cui capacità rimarrà satura fino al 2027. Senza un partner strategico o un sostegno governativo entro i prossimi tre trimestri, la finestra per Intel rischia di chiudersi, rendendo complesso il recupero nel ciclo dell'intelligenza artificiale.