Leonardo|Conti sopra le attese, target tagliati perché?
I conti che superano le attese
Leonardo accelera in Borsa dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre e del primo semestre 2026. Il titolo sale di circa il 2,5%, superando la soglia dei 55 euro. Nei primi sei mesi l'utile netto adjusted è balzato a 476 milioni di euro, in crescita del 74,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L'Ebita si è attestato a 780 milioni di euro, contro i 755 attesi dagli analisti, in rialzo del 34,3% su base annua. I ricavi hanno raggiunto 10 miliardi, in linea con le stime, mentre gli ordini sono saliti a 16,3 miliardi, ben oltre i 15,3 miliardi previsti dal consensus. Il gruppo ha rivisto al rialzo la guidance su ordini, Ebita e free cash flow.
Numeri superiori alle attese su ogni fronte principale. La domanda che resta aperta per chi guarda o detiene il titolo è se questa forza operativa giustifichi un prezzo ancora più alto, oppure se il mercato l'abbia già in gran parte anticipata.
Il paradosso dei target price
Qui emerge un elemento che l'apparente unanimità dei conti non lascia intuire. Morgan Stanley, pur restando la più ottimista con rating Overweight, ha ridotto il target price da 83 a 80 euro. JPMorgan, anch'essa Overweight, lo ha abbassato da 77 a 70 euro.
Non si tratta di un cambio di giudizio sul settore difesa, che entrambe le banche confermano positivo. È piuttosto un segnale che parte della crescita futura era già incorporata nelle stime precedenti, e ora i target si allineano a un percorso di crescita più realistico dopo la corsa del titolo.
Il quadro complessivo resta comunque costruttivo: il consensus assegna 12 raccomandazioni Buy o Overweight, 6 Hold e nessun Sell, con un target price medio di 68,33 euro, tra un minimo di 60 e un massimo di 80. Jefferies conferma il rating Buy e il target a 68 euro, citando il recupero della divisione Aerostrutture e la solidità della Difesa Elettronica ed Eurofighter.
Cosa guida davvero la crescita
Secondo l'analista di Jefferies Chloe Lemarie, il miglioramento della redditività non è un episodio isolato. Nel solo primo semestre il margine Ebita è cresciuto di 130 punti base, e l'obiettivo di un margine intorno al 10% viene definito prudente, con ulteriore potenziale di espansione ancora da esprimere.
Sullo sfondo resta un elemento di incertezza politica che alimenta indirettamente il settore: il fondo europeo Safe, con 14,9 miliardi prenotati dall'Italia per la difesa, la cui destinazione effettiva sarà decisa dal governo solo entro fine anno. Nel frattempo, gli osservatori segnalano che un contratto da 4,6 miliardi di euro potrebbe rappresentare un ulteriore salto per il gruppo, qualora si concretizzasse.
La lettura più solida oggi è questa: Leonardo ha dimostrato una crescita operativa reale e superiore alle attese, non gonfiata da un solo trimestre. Ma l'aggiustamento al ribasso di alcuni target price da parte di banche comunque positive segnala che buona parte del rerating è già avvenuta, e il prossimo movimento dipenderà da conferme concrete come il contratto da 4,6 miliardi o l'effettivo utilizzo dei fondi Safe, più che dalla sola forza dei conti già pubblicati.
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