Stellantis|Utile a 293 milioni, borsa lo punisce con -8%

· FTSE MIB

Il trimestre che doveva convincere

Stellantis torna all'utile nel secondo trimestre, con 293 milioni di euro contro una perdita di 1,87 miliardi un anno prima. I ricavi salgono del 13% a 43,5 miliardi, il flusso di cassa industriale torna positivo per un miliardo. Eppure Piazza Affari punisce il titolo, che arriva a perdere fino all'8% in avvio di seduta.

La divergenza è il primo indizio che qualcosa non torna nella lettura superficiale. La seduta di Wall Street del 29 luglio aveva chiuso in rialzo del 4,34%, ma il giorno dopo, a Milano, lo stesso titolo cede quasi il 5%. Due mercati, due reazioni opposte sugli stessi numeri appena diffusi.

La spiegazione emerge dai dettagli. L'utile operativo rettificato è triplicato rispetto a un anno fa, ma resta sotto le attese degli analisti, fissate intorno a 914 milioni. È questo scarto, secondo diverse case d'affari, ad aver alimentato i dubbi sulla reale capacità del management di accelerare il rilancio.

Nord America traina, l'Europa frena

Il quadro regionale spiega dove si concentra davvero la ripresa. In Nord America i ricavi salgono del 32%, con la quota di mercato che cresce al 7,4% grazie a modelli come Jeep Grand Wagoneer e Ram 1500. In Europa, invece, il margine operativo resta negativo, appesantito da pressione sui prezzi e concorrenza cinese.

Gli analisti restano divisi sulla lettura da dare a questi numeri. Citi osserva che la mancanza di leva operativa rende difficile prevedere una solida ripresa dell'utile nei prossimi mesi, e nota che il margine, pur migliorato, resta inferiore a quello del primo trimestre. JPMorgan legge invece il trimestre come l'inizio della trasformazione di Stellantis in un gruppo capace di generare cassa in modo strutturale.

Il punto che sposta l'ago della bilancia è la guidance. Stellantis conferma gli obiettivi per il 2026, ma si tratta di una guidance già rivista al ribasso in precedenza. Confermare un obiettivo abbassato non equivale a sorprendere al rialzo, ed è proprio questa assenza di un segnale più forte ad aver deluso il mercato che si aspettava la conferma che il peggio fosse alle spalle.

La cassa, gli short e la scommessa aperta

C'è però un dato che nessuna delle due letture contrapposte può ignorare. Il consenso degli analisti si attendeva un free cash flow industriale negativo per 676 milioni di euro. Il risultato effettivo è positivo per circa un miliardo, uno scarto di oltre un miliardo e mezzo rispetto alle stime, e rappresenta la sorpresa più netta del trimestre secondo Banca Akros.

Questo scarto positivo sulla cassa si scontra con un fatto strutturale: Stellantis rimane tra i titoli più shortati dell'indice italiano. Chi ha posizioni ribassiste aveva atteso proprio questa trimestrale per decidere se chiudere o mantenere l'esposizione, e la reazione della mattina suggerisce che molti venditori allo scoperto hanno scelto di restare posizionati nonostante i segnali di cassa.

La domanda che apriva questo video non era se Stellantis fosse tornata in utile: lo era già, sulla carta. La domanda vera era perché il mercato, di fronte a numeri in miglioramento, avesse scelto di vendere. La risposta è che i dati confermano un piano in esecuzione ma non ancora sufficiente a rimuovere il dubbio strutturale sulla redditività europea, e finché quel dubbio resta aperto, ogni trimestre continuerà a dividere chi vede la cassa e chi vede il margine mancato.

Il prossimo banco di prova concreto sarà la seconda metà dell'anno, quando si capirà se il flusso di cassa positivo di questo trimestre è un punto di svolta o un episodio isolato, mentre a dicembre arriverà anche il piano completo su Maserati, atteso da mesi dagli investitori. Fino ad allora, la scommessa tra chi ha posizioni corte e chi crede nella svolta resta aperta, e nessuno dei due lati ha ancora argomenti sufficienti per chiuderla.

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