Terna e il sorpasso solare|la tesi da riscrivere?
Il sorpasso che cambia la tesi
Il fotovoltaico ha superato l'idroelettrico in Italia, e la lettura ovvia è che si tratti di una buona notizia per le rinnovabili. Ma chi detiene Terna come proxy stabile della transizione energetica sta ragionando con un modello che questo dato inizia a incrinare.
Ad aprile 2026 il solare ha prodotto oltre 5 miliardi di kWh, con una crescita del 23,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Non è la crescita in sé a cambiare il quadro — è che questa crescita ha avuto origine quasi interamente da nuova capacità installata, non da condizioni meteorologiche favorevoli. I 2.161 MW aggiunti da inizio anno portano il fotovoltaico a 45.674 MW su un totale di 85.928 MW di rinnovabile installato: più della metà del parco rinnovabile italiano è ora solare.
Questo cambia la natura fisica del sistema che Terna gestisce. L'idroelettrico — che ad aprile è calato del 22,8% per condizioni idrologiche sfavorevoli — è fonte programmabile: si regola l'apertura delle dighe. Il fotovoltaico non si regola: produce quando c'è sole, si spegne al tramonto, e genera picchi nelle ore centrali della giornata che il sistema deve assorbire o dissipare. La tesi tradizionale su Terna era quella di una utility regolata a ricavo quasi-fisso, con il capex come principale leva di crescita e il profilo di rischio operativo basso per definizione. Quella tesi era costruita su un sistema dove le fonti programmabili dominavano il mix. Quando il solare supera per capacità l'idroelettrico, il gestore della rete non gestisce più un flusso prevedibile — gestisce un sistema a intermittenza strutturale.
Il nodo non è se Terna guadagna di più o di meno nell'immediato. Il nodo è che la complessità operativa che il sistema trasferisce a Terna cresce in modo non lineare rispetto alla capacità solare installata, e questo ha un prezzo che il mercato non ha ancora incorporato esplicitamente nella valutazione del titolo.
La domanda industriale come test della rete
La condizione che rende questo sorpasso analiticamente rilevante per Terna non è il dato solare in isolamento — è la simultaneità con la crescita della domanda industriale. L'indice IMCEI ha segnato +8,8% ad aprile, ottavo mese consecutivo di aumento. Quella serie di otto mesi non è un rimbalzo congiunturale: è un cambio di regime nella struttura della domanda.
Durante le festività pasquali e il ponte del 25 aprile, numerose industrie energivore hanno mantenuto le produzioni attive aderendo al servizio di modulazione straordinaria istantanea incentivato da Terna stessa. In quelle giornate i consumi industriali sono saliti di oltre il 60% rispetto alle stesse giornate del 2025. Quel dato segnala qualcosa di specifico: Terna non sta solo trasmettendo elettricità, sta attivamente orchestrando la curva di domanda per bilanciare i picchi solari. Il servizio di modulazione non è una funzione passiva di trasporto — è un intervento attivo sul comportamento dei carichi industriali.
Questo è il punto che i detentori del titolo non hanno ancora prezzato nella sua piena implicazione. Terna come puro gestore di trasmissione ha un beta operativo basso e un rendimento regolato prevedibile. Terna come orchestratore attivo del bilanciamento in un sistema a dominanza solare acquisisce un'esposizione operativa che prima non aveva: se il servizio di modulazione diventa strutturale, i costi e i ricavi associati escono dal perimetro tariffario classico e entrano in un'area di regolazione ancora in evoluzione. Chi ha posizionato Terna come utility difensiva a bassa volatilità sta reggendo un'esposizione che il profilo reale del business inizia a non giustificare completamente.
La domanda che questo lascia aperta è se il framework regolatorio italiano si adatterà abbastanza velocemente da remunerare Terna per questa funzione aggiuntiva, o se il costo del bilanciamento rimarrà a carico del sistema senza una chiara allocazione tariffaria verso il gestore.
Il capex come risposta e come segnale
Terna ha annunciato l'avvio a giugno dei lavori a Vellezzo Bellini e Certosa di Pavia per delocalizzare il tratto della linea Garlasco-Tavazzano: eliminazione di 6 km di elettrodotto e 28 tralicci, sostituzione con un tracciato che attraversa meno centri abitati. L'intervento rientra nel piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale. Letto isolatamente, è un cantiere ordinario di modernizzazione infrastrutturale. Letto in sequenza con il dato di aprile sul fotovoltaico, è un segnale di pressione sul capex che si autoalimenta.
Un sistema con 45.674 MW di solare installato — e con una traiettoria di installazione che nel solo primo quadrimestre 2026 ha aggiunto 2.161 MW — genera una distribuzione geografica della produzione radicalmente diversa da quella che la rete attuale è stata progettata per gestire. Il Sud e le isole hanno registrato la crescita più forte della domanda nel periodo, +3,3%, ma la concentrazione del solare segue la mappa dell'irraggiamento, non quella dei carichi industriali storici. Questo significa che i flussi di potenza sulla rete di trasmissione cambiano direzione e intensità in modo strutturale, non stagionale.
Il capex di rete di Terna non è quindi semplicemente un catalizzatore di crescita dei ricavi regolati — è una risposta obbligata a una fisica del sistema che cambia. La differenza tra le due letture è rilevante per chi valuta il titolo: nel primo caso il capex è discrezionale e prezzabile come opzione di crescita, nel secondo è una spesa difensiva necessaria per mantenere la qualità del servizio in un sistema che si trasforma più velocemente del previsto. Il fatto che i 930.000 sistemi di storage già installati per una capacità di 19.015 MWh stiano aumentando sul lato distribuzione sposta parte del problema di bilanciamento fuori dalla rete di trasmissione — ma non lo elimina, e non riduce il fabbisogno di adeguamento della rete ad alta tensione.
Il test per verificare se il mercato ha già incorporato questa distinzione è semplice: se Terna viene trattata con i multipli di una utility regolata a capex prevedibile, la pressione sul piano di spesa derivante dalla nuova geografia solare non è ancora nel prezzo. Quel disallineamento è il residuo che chi monitora il titolo deve sorvegliare nelle prossime comunicazioni sul piano industriale — non il dato mensile di produzione, ma la revisione della traiettoria del capex e la sua qualificazione regolatorio-tariffaria.
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