TISG cavaliere bianco|Rilancio o diluizione?

· FTSE MIB

La svolta non è ancora una soluzione

Per chi possiede The Italian Sea Group, la notizia di oggi sembra una svolta: SRI Global e Finvacchi hanno presentato una manifestazione d’interesse per rilevare il gruppo, proprio mentre TISG prepara un aumento di capitale fino a 140 milioni di euro e strumenti finanziari fino a 150 milioni. Ma questa non è ancora una soluzione. È l’apertura di una nuova partita.

Il punto di partenza resta drammatico. Nel 2025 i ricavi sono scesi del 27%, l’EBITDA è passato da 70,3 milioni positivi a 99,2 milioni negativi e la perdita netta ha raggiunto 170,9 milioni. La posizione finanziaria netta è negativa per 129,6 milioni. Anche il portafoglio ordini si è ridotto, mentre il mancato rispetto dei covenant ha portato alla moratoria sui finanziamenti.

Più compratori, stesso rischio

La novità cambia però la forma del rischio. Nei giorni scorsi era già emerso il progetto di Polo Nautico Carrara, sostenuto da Sanlorenzo, con l’idea di acquisire il complesso aziendale attraverso una possibile procedura competitiva. Ora compare un secondo soggetto industriale-finanziario, con circa 500 milioni di euro di asset under management dichiarati e l’obiettivo di mantenere in Italia attività, competenze e occupazione. Per il mercato, questo significa che TISG non è più soltanto una società in attesa del piano di risanamento: può diventare l’oggetto di una contesa tra potenziali acquirenti.

Ma la parola decisiva è “non vincolante”. L’offerta di SRI Global e Finvacchi è subordinata alla due diligence e alla successiva definizione degli accordi. Inoltre, l’operazione riguarda il complesso aziendale, non equivale automaticamente a un salvataggio degli attuali azionisti. Nel progetto già sostenuto da Sanlorenzo, il trasferimento sarebbe avvenuto senza debiti e senza crediti pregressi. È un dettaglio fondamentale: si può salvare il cantiere, i marchi e la produzione senza che il valore della vecchia struttura azionaria venga preservato nella stessa misura.

Per gli azionisti, possibilità e rischio

Per gli azionisti, quindi, l’aumento di capitale è insieme una possibilità e un rischio. Può fornire le risorse necessarie a mantenere in vita l’azienda, ma può anche modificare profondamente la partecipazione dei soci esistenti. Al momento non sono noti prezzo, condizioni, tempi né l’eventuale quota che spetterebbe agli attuali azionisti. Parlare già di rilancio sarebbe prematuro; parlare di diluizione certa sarebbe altrettanto ingiustificato.

Il costo della crisi, intanto, non è solo finanziario. Secondo la ricostruzione disponibile, la produzione lavora a ritmo ridotto e circa metà della forza lavoro è impiegata, mentre i sindacati contestano l’uso prolungato delle ferie forzate. Anche gli armatori restano parte del problema: il Tribunale di Firenze ha respinto la richiesta di sospendere i contratti, lasciando loro la possibilità di scioglierli quando ne ricorrano i presupposti. Ogni commessa persa riduce il valore industriale che i potenziali acquirenti stanno valutando.

Più tempo, nessuna soluzione dimostrata

Per chi guarda il titolo oggi, la lettura più prudente è dunque questa: TISG non è diventata una storia di crescita, ma una opzione su una ristrutturazione con più possibili compratori. Per chi è già investito, il prossimo evento decisivo non sarà il comunicato ottimistico di un nuovo interessato, bensì la qualità della due diligence, l’eventuale apertura della gara competitiva, la struttura dell’aumento di capitale e la sorte delle commesse. L’assemblea del 30 settembre sarà un checkpoint concreto, ma non necessariamente conclusivo.

Resta da capire se gli investitori riusciranno a trasformare l’interesse non vincolante in un’offerta definitiva, se il tribunale consentirà una procedura competitiva e se il piano economico-finanziario potrà ricostruire margini senza scaricare tutto il costo su azionisti, creditori, lavoratori e fornitori. Oggi TISG ha più tempo e più alternative di qualche giorno fa. Non ha ancora, però, una soluzione finanziaria dimostrata.

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